Codice: 9788879696425
Marco Moroni
Le Marche
Storia di una regione dai piedi d’argilla
2026, 170×240 mm,
260 pp., illustrato
€ 25,00
Le regioni, come è noto, sono costruzioni artificiose, tanto che in Italia nascono come compartimenti statistici; furono infatti ritagliate seguendo il riparto statistico disegnato da Pietro Maestri in occasione della Statistica nazionale del 1864. Maestri aveva raggruppato le province utilizzando criteri topografici, economici, storici e culturali, ma egli stesso riteneva la sua regionalizzazione provvisoria e utilizzabile soltanto a fini statistici. Così non fu e forse anche da questa provvisorietà iniziale ha origine in Italia la debolezza storica delle istituzioni regionali.
Come tutte le regioni italiane, anche quelle dell’Italia centrale sono profondamente segnate dalla loro storia. Pur non essendo una realtà artificiosa come l’Umbria e neppure fortemente omogenea come la Toscana, anche le Marche sono una regione composita. A lungo divisa tra i Piceni a sud e i Galli Senoni a nord, ma unificata sotto Roma fin dal terzo secolo avanti Cristo, la regione torna infatti a dividersi dopo la caduta dell’Impero romano, con i Bizantini a nord e i Longobardi a sud di un’incerta frontiera posta lungo la vallata del fiume Musone. Nell’alto Medioevo, come è stato scritto, la regione può essere definita «una Marca di più Marche», cioè di più territori di confine, che sono a loro volta «matrici di subaree regionali».
Benché ormai entrata nell’orbita pontificia, dopo il Mille la regione è più volte oggetto di scontro tra Papato e Impero; soltanto nella seconda metà del XIII secolo Roma riesce a rinsaldare il suo dominio e le Marche conoscono così una prima forma di unità, attestata dal Parlamento che nel 1306 si riunisce a Montolmo, oggi Corridonia. È una unità che non supera le vecchie divisioni e, anche per effetto del lungo trasferimento della sede pontificia ad Avignone (1305-1378), non impedisce la cessione in vicariato di ampie porzioni del territorio regionale. La più ampia, il ducato dei Montefeltro, si estende dall’Adriatico all’alta Valle del Tevere, ma, seppure meno ampi, altri vasti territori sono controllati da potenti famiglie signorili, come i Malatesta, i Varano, gli Ottoni e, per breve tempo, anche gli Sforza e i Borgia, per citare solo le signorie più significative.
Il superamento di questa frammentazione prende avvio fin dalla metà del Quattrocento, quando Francesco Sforza lascia le Marche per divenire signore di Milano e si indebolisce la signoria dei Malatesta; è un processo che si conclude nel 1631 con la devoluzione del Ducato di Urbino. Da quel momento dal punto di vista amministrativo la regione è divisa in sei Legazioni o Delegazioni con capoluoghi a Pesaro-Urbino, Ancona, Macerata, Camerino, Fermo, Ascoli Piceno, non tutte ben amalgamate in quanto frutto di vicende storiche diverse.

