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Codice: 9788879695619

Marco Moroni

 

Il sistema fieristico del medio Adriatico

tra Medioevo ed età moderna

 

 

2024, 170×240 mm,

256 pp., illustrato

€ 22,00

 

 

La “scoperta” delle fiere adriatiche si deve a Lodovico Zdekauer. Dopo aver studiato i raduni mercantili di Champagne, chiamato a insegnare Storia del diritto all’Università di Macerata, agli inizi del Novecento lo storico boemo ha dedicato vari lavori a quelle che definiva le fiere marittime dell’Adriatico. Dopo Zdekauer, gli studi su alcuni appuntamenti fieristici dello Stato pontificio non sono mancati, ma si trattava di studi su singoli raduni e spesso concentrati soprattutto sulla fiera di Senigallia.

In questo libro l’attenzione è posta in particolare sulla formazione e sul funzionamento del sistema di fiere che nei secoli del basso Medioevo si costituisce nel medio Adriatico. Nel libro, analizzato il contesto che, dopo la Peste Nera di metà Trecento, spinge alcune città a rilanciare i commerci ricorrendo allo strumento della fiera franca, vengono ricostruiti i meccanismi di funzionamento dei raduni del tardo Medioevo, dalla franchigia ai sistemi di pagamento, dalla pace di fiera ai tribunali mercantili. Viene poi ripercorso il processo che, con successivi aggiustamenti, porta alla formazione di una più integrata organizzazione degli scambi. Nel medio Adriatico il sistema inizia a strutturarsi nella prima metà del Quattrocento, quando si definisce un calendario concordato tra i mercanti e quando tra le varie fiere si rafforzano i legami funzionali, di carattere sia economico che organizzativo.

Nella seconda metà del Quattrocento, una volta strutturatosi in modo definitivo, il sistema fieristico del medio Adriatico si configura come luogo di incontro di più circuiti commerciali: locali, regionali e internazionali. Tali circuiti, intrecciandosi, rafforzano il dinamismo dell’intera struttura economica, rendendola capace di approfittare della crescita della domanda che nel corso del secolo si manifesta in tutta la Penisola italiana. Del sistema nel Cinquecento fanno parte gli appuntamenti di Fermo, Recanati, Pesaro, Rimini, Lanciano e Foligno, a loro volta collegati con i raduni di Fano, Ascoli Piceno, Norcia, L’Aquila, Viterbo e Farfa.

Il libro si chiude con l’analisi delle trasformazioni che nel Seicento portano al progressivo declino e poi alla crisi degli appuntamenti fieristici sorti nelle regioni centrali dell’Adriatico; quelle stesse trasformazioni favoriscono l’emergere di Senigallia, che nel Settecento diviene l’unica grande fiera dell’Adriatico.

 


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