Codice: 9788879695466
Eleonora Butteri
«Pittor buono quantunque d’incerta scuola»
Lorenzo Foschi, detto Lorenzino da Fermo (1612-1669)
2023, 170×240 mm,
80 pp., illustrato
€ 15,00
Questo studio è espressione di un ormai ventennale interesse per la pittura marchigiana del Seicento che ha origine dalla tesi di laurea che mi fu assegnata, a Firenze, dalla professoressa Mara Visonà e che discussi nel 2006. La tesi aveva un titolo altisonante Da Rubens a Maratti, nel segno di Roma Barocca. Pittura e decorazione nel Seicento fermano e imponente fu il lavoro di ricerca anche se oggi molti dei risultati sono da rivedere.
Il primo articolo che lessi fu La Notte di Rubens a Fermo di Roberto Longhi e ne rimasi folgorata. Non solo per l’acume dell’intuizione critica e per l’accattivante prosa evocativa unanimemente riconosciute, ma perché narrava una storia di dimenticanza e disattenzione che trovo quanto mai attuale.
Nell’ultimo ventennio il risveglio dell’interesse per la pittura barocca nelle Marche è stato segnato e alimentato dalle mostre curate da Vittorio Sgarbi e Stefano Papetti, da Anna Maria Ambrosini Massari e Alessandro Delpriori, inserite nel decennale progetto della Regione volto a valorizzare il «Seicento nelle Marche» e sempre più numerosi sono i validi contributi degli studiosi in diverse sedi.
Nonostante ciò, Fermo e il suo patrimonio artistico secentesco rimangono come un’entità separata, un caso non meglio noto, impermeabile al progresso degli studi e la recente mostra allestita nelle sale di Palazzo dei Priori dal titolo I pittori della realtà, che era inserita in quel progetto regionale, pur essendo stata un evento di elevato valore, ha reso evidente la latitanza d’interesse per il Seicento tanto da apparire come un’occasione mancata.
La ricchezza sterminata del patrimonio artistico del territorio di Fermo restituisce quasi ogni giorno inedite scoperte e interessanti argomenti a chi abbia la pazienza di riscoprirli e di approfondirne la conoscenza.
Considero questo piccolo volume, che riparte da quelle ricerche giovanili e spesso ne corregge il tiro, un’opportunità per suscitare curiosità e dibattito non solo su un pittore dimenticato ma più ampiamente sul Seicento a Fermo.

