Codice: 9788879694889
Danila Mariotti - Lorenza Centanni
Il restauro del Battesimo di Cristo
di Martino Bonfini
dalla chiesa del SS. Crocifisso a Monterubbiano
2021, 170×240 mm,
52 pp., illustrato
€ 12,00
Ogni opera d’arte racconta una storia e porta con sé la memoria di chi l’ha voluta, di chi l’ha realizzata e di chi se ne è preso cura nei secoli, come un bambino che nasce dal volere di genitori amorevoli, che viene accudito da una famiglia intera e che cresce e prospera grazie agli incontri fortunati della sua vita.
La tela raffigurante il Battesimo di Cristo di Martino Bonfini racconta la storia di una genesi fortunata, di una comunità che l’ha accolta con entusiasmo, delle disavventure che l’hanno relegata nell’ombra per anni e, infine, del felice e inaspettato ritrovamento: è la storia di una nascita, di una morte e di una rinascita; l’emblema del processo alchemico, che riesce a trasformare in oro anche una materia non nobile come il bronzo. Il tema del “Battesimo” è di per sé un invito alla purificazione e alla trasmutazione, per ricordarci che nulla muore e che tutto si trasforma.
L’opera proviene dalla chiesa del SS. Crocifisso di Monterubbiano, edificio del XVII secolo eretto nel clima della Controriforma, quando la Chiesa cattolica tenta di ripristinare l’ordine dopo il tumulto delle nuove istanze protestanti.
Le Marche sono sotto il dominio dello Stato Pontificio e l’elezione di Sisto V (1585-1590), papa marchigiano, porta grande fervore artistico in tutta la regione.
La scena artistica e culturale del territorio è dominata dal cantiere lauretano e tutti gli artisti marchigiani dei primi decenni del Seicento con un occhio si rivolgono sempre a Loreto e con l’altro aspirano a Roma, incontrastata capitale delle arti per tutto il secolo. In questa temperie culturale, al potere temporale della Chiesa si affianca quello delle Congregazioni laiche, molte di queste nate e cresciute proprio nel XVII secolo; il loro ruolo è decisivo, non soltanto perché supportano l’immenso lavoro assistenziale della Chiesa ma perché, allo stesso tempo, ne diventano l’organo di controllo più importante.

