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Codice: 9788879694574

Il Museo Piersanti e la sua collezione

Studi e ricerche per i 100 anni dalla nascita

Atti del convegno, Matelica, 17 e 18 febbraio 2018

 

a cura di

Giulia Spina

 

 

2021, 170×240 mm,

200 pp., illustrato

€ 20,00

 

 

Questo volume nasce con l’intento di raccogliere i contributi presentati in occasione del convegno Il Museo Piersanti e la sua collezione. Studi e ricerche per i 100 anni dalla nascita del Museo, a cura di don Piero Allegrini e di chi scrive, che si è tenuto al Teatro Piermarini di Matelica il 17 e il 18 febbraio 2018.

L’evento è stato organizzato per celebrare il traguardo di un secolo: in realtà non quello trascorso esattamente dalla nascita del Museo, già ufficialmente esistente dal 1901, quanto piuttosto dalla compilazione del primo catalogo generale, ben più che un semplice inventario, da parte del direttore don Sennen Bigiaretti, che data l’ultima pagina del manoscritto conservato nell’archivio di Palazzo Piersanti al 1° febbraio 1918. La data è dunque significativa perché nel momento in cui esiste un catalogo il Museo Piersanti non è più solo una raccolta di oggetti, bensì l’espressione di un ordine, di un’idea, di una storia.

Non posso nascondere che, in origine, si aveva la pretesa di trovare un ampio numero di relatori che coprissero ogni tema riguardante il Museo stesso. Chi conosce il Piersanti, però, sa che un’operazione simile richiede molteplici competenze, vista l’eterogeneità della collezione e la varietà di problematiche che essa offre agli studiosi. Si contano singolarmente più di duemila oggetti, tra dipinti, sculture, arazzi, disegni, oreficerie, arredi, suppellettili, si potrebbe indagare la storia della famiglia Pellegrini e quella della famiglia Piersanti, nonché le vicende novecentesche del Museo, comprese le varie donazioni.

Nelle pagine che seguono si affrontano argomenti consolidati, ma si aprono anche nuovi e stimolanti scenari di indagine. Eppure la strada per uno studio davvero completo sul Museo Piersanti è ancora lunga, perché tanti restano gli aspetti da chiarire. È infatti urgente che specialisti si occupino delle serie degli arazzi, delle ceramiche, degli arredi, del riordino dell’archivio e di un suo spoglio sistematico. Soprattutto la figura di Venanzio Filippo Piersanti attende un’analisi approfondita. Di lui sappiamo ancora troppo poco rispetto all’importanza che doveva rivestire sia a Roma sia a Matelica, insieme alla sua famiglia.

La pubblicazione di questa raccolta avviene in un momento estremamente delicato della storia del Museo Piersanti, che attualmente è chiuso in attesa dei lavori di ristrutturazione, necessari per i danni subiti dal Palazzo in occasione dei terremoti del 2016. All’indomani di quelle scosse, nonostante l’evento catastrofico, il Museo ha vissuto una stagione sorprendentemente positiva, perché il fermento e la voglia di rinascita non si sono mai spenti nei collaboratori del Museo. Nell’inverno tra 2016 e 2017 si è innanzitutto presentata la necessità di mettere in sicurezza i beni mobili del Palazzo, un’operazione coordinata dal Segretariato Regionale MiBACT per le Marche e condotta grazie all’aiuto dei volontari della protezione civile sotto la guida della restauratrice Angela Allegrini; l’intervento è stato preceduto da un completo riscontro dell’inventario della collezione museale, comprensivo di campagna fotografica, di cui mi sono occupata personalmente. Dopo una primavera di stallo, il 13 luglio 2017 il portone di via Umberto I ha riaperto i battenti ai visitatori, accogliendoli al solo pianterreno. In cinque stanze è stata riallestita una piccola ma significativa parte della collezione, il cortile e il giardino sono stati teatro di conferenze, laboratori didattici, concerti, spettacoli e altri eventi. Nella primavera del 2018, grazie all’efficienza dell’Ufficio Tecnico del Comune di Matelica, si è potuto mettere in sicurezza lo scalone, recuperando l’accessibilità al secondo piano, che in effetti non aveva subìto danni da parte del sisma. In questi ambienti è stata allestita la mostra Milleduecento. Civiltà figurativa tra Umbria e Marche al tramonto del Romanico, curata da Fulvio Cervini, organizzata nell’ambito del progetto regionale Mostrare le Marche. Migliaia di visitatori sono tornati a Matelica, un po’ come nel 1999, quando al Museo Piersanti riaperto all’indomani di un altro devastante sisma, quello del 1997, fu organizzata la gloriosa esposizione La cultura lignea nelle Alte Valli del Potenza e dell’Esino, fortemente voluta dalla dott.ssa Maria Giannatiempo López, funzionaria territoriale della Soprintendenza, e dal direttore don Piero Allegrini.

Il 2017 e il 2018 sono stati anni in cui il Museo Piersanti si è rivelato più vivo e attivo che mai, attraverso iniziative che hanno coinvolto turisti da tutto il mondo, ma soprattutto i matelicesi, i quali hanno riscoperto un tesoro della loro città che spesso rischia di essere sottovalutato o addirittura dimenticato. In questo biennio, il convegno di cui si raccolgono gli atti ha rappresentato uno dei momenti più alti, grazie alla presenza di studiosi di rilievo che da tempo hanno a cuore il Museo Piersanti e vi collaborano sul piano scientifico. Sarebbe auspicabile ritrovarsi regolarmente e presentare l’avanzamento delle conoscenze su un Museo che offre inesauribili spunti di ricerca. Mi auguro che queste pagine, per ora, costituiscano un punto di partenza, specialmente per l’acquisizione della consapevolezza del valore e dell’unicità del Museo, come in passato altri lavori editoriali hanno fatto, su tutti il catalogo pubblicato da Calderini nel 1997, curato da Angelo Antonelli, e la guida del 1998 a cura di Mariolina Cegna e Milena Rotili. L’occasione è ancora più importante poiché, a seguito dei lavori di restauro, chi si occuperà del riallestimento del Museo dovrà necessariamente tenere conto dei risultati qui esposti.


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