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Codice: 9788879694070

RISCOPERTE

un anno di archeologia nelle Marche.

Atti della Giornata di studi Ancona, 6 giugno 2017

 

a cura di

Carlo Birrozzi

 

 

 

2018, 210×300 mm,

128 pp., illustrato

€ 18,00

 

 

«L’eredità culturale è un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione. Essa comprende tutti gli aspetti del- l’ambiente che sono il risultato dell’interazione nel corso del tempo fra le popolazioni e i luoghi». Così si esprime la convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per le società presentata a Faro nel 2005.

Il patrimonio, pertanto, è tale perché non appartiene a pochi tecnici e specialisti, ma ha una dimensione inclusiva ed identitaria di fondamentale importanza. Se «l’identità ci si rivela unica- mente come qualcosa che va inventato piuttosto che scoperto; come il traguardo di uno sforzo, un obiettivo, qualcosa che è necessario costruire da zero» come ci avverte Bauman, il patrimonio e la storia sono alla base di questa scelta fondamentale che ci fa sentire radicati in un luogo. Proprio l’archeologia, più di altre discipline, è un chiaro esempio di questa dimensione processuale e di come il patrimonio non sia un dato fisso e definito ma in continuo divenire, non soltanto perché ogni scoperta accresce quantitativamente i beni e le conoscenze disponibili, ma perché rinnova il dibattito sovvertendone spesso i dati di partenza. Se tutto questo viene condiviso con un pubblico ampio si accrescono: l’attaccamento al territorio, alla storia e il senso di appartenenza ai luoghi, questa consapevolezza nei cittadini e nelle istituzioni che governano il territorio è un insostituibile supporto all’attività di tutela che quando è condivisa con cittadini e istituzioni diviene sicuramente più efficace.

L’incontro che si è tenuto ad Ancona presso il Museo Omero e il volume che ne è seguito si pongono come obiettivo il più ampio coinvolgimento di pubblico presentando l’attività recente della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio delle Marche in campo archeologico. Si è scelto di dare ai contributi una forma agile, necessariamente preliminare; viene pubblicato in forma estesa e dettagliata il solo articolo del dott. Demma, per dare ragione del lavoro da lui svolto come archeologo della Soprintendenza nelle Marche, essendo il collega stato definitiva- mente destinato ad altro incarico.

Il territorio è vasto, abitato fin da tempi lontanissimi, bagnato dall’Adriatico, che è stato sempre percorso come una grande arteria commerciale, e attraversato da due importanti vie consolari. Non desta stupore, quindi, che vi siano di continuo nuove scoperte che arricchiscono il patrimonio di luoghi, oggetti, conoscenza.

I risultati delle attività di ricerca, di gestione dei siti e dei materiali conservati nei depositi svolte in proprio dalla Soprintendenza o in collaborazione con altri Enti, Università, società e privati vengono, quindi, mostrati e condivisi con i cittadini e con la comunità scientifica per rinnovare l’interesse e l’attenzione verso una regione che nasconde ancora tesori di grande interesse. Gli argomenti trattano diverse parti della regione, nessuna esclusa.

Quando il rinvenimento di un sito, il completamento di un restauro o la ripresa di uno scavo vengono mostrati o condivisi è come se venisse effettuata una nuova scoperta, da qui il senso del titolo: riscoperte.

In questi ultimi anni l’attività di ricerca e di studio della Soprintendenza anche in collabora- zione con le Università e gli Istituti di ricerca italiani e stranieri ha avuto un notevole impulso e l’appuntamento con l’archeologia delle Marche potrà diventare, così, un appuntamento fisso.

 


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