Codice: 9788879696463
«Marca/Marche», 26 (2026)
Archivi storici delle Marche.
Percorsi nella memoria documentaria regionale
a cura di
Emanuele Tedeschi
2026, 170×240 mm,
384 pp., illustrato
€ 20,00
Hanno collaborato a questo numero:
Emanuele Tedeschi, Di archivi, d’archivisti e di altre sciocchezze…
Pierluigi Feliciati, La formazione archivistica nelle Marche fra tradizione e digitalizzazione
Silvia Caporaletti, 1297-1999. Il tempo e la storia nell’Archivio di Stato di Ancona
Laura Ciotti, L’Archivio di Stato di Ascoli Piceno
Stefano Degli Esposti, Archivi in movimento. Il Diplomatico a Fermo e la memoria documentaria del Comune
Francesca Ghergo, L’Archivio di Stato di Macerata e la Sezione di Archivio di Stato di Camerino
Arianna Zaffini - Angela Angeli - Andrea Alessandri, L’Archivio di Stato di Pesaro Urbino: prospettive per il futuro
Don Elio Nevigari, L’Archivio diocesano di Ascoli Piceno
Pierangela Romanelli, L’Archivio Storico Arcivescovile di Fermo: storia istituzionale, assetti e confini diocesani, processi di riordino documentario e ricostruzione delle fonti storiche
Vincenzo Catani, Gli archivi vescovili della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto
Pamela Galeazzi, L’Archivio storico dei Minori delle Marche: strategie di conservazione, percorsi di ricerca e valorizzazione di un patrimonio documentario marchigiano
Giuseppe Merlini, L’Archivio storico comunale di San Benedetto del Tronto
Gemma Scali - Cristina Tassotti, Un modello di archivistica integrata per la rigenerazione delle aree interne: il caso del Centro Archivi Montalto Marche
Nicoletta Biondi, L’Archivio storico del Comune di Monte Cerignone
Matteo Staffolani - Silvano Turbanti - Rossana Galassi, Il patrimonio della Mediateca “Gualtiero Giamagli” di Polverigi: metodologie di riordino e strategie di valorizzazione digitale
Matteo Sisti, L’Archivio della Federazione dei Fasci repubblicani di Pesaro e il progetto di digitalizzazione dell’Istituto di storia contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino (ISCOP)
Roberto Lucioli - Massimo Papini, L’Archivio dell’Istituto Storia Marche
Mario Carassai, L’Istituto Gramsci Marche
Ricerche - Gabriele Metelli, La fortuna degli aromatari umbro-marchigiani
Carlo Cipolletti, Per un catalogo delle marche mercantili presenti a Fermo
Angelica Accrescimbeni, Arte e devozione durante l’episcopato di Galamini a Osimo
Eleonora Butteri, Dall’archivio alla storia: notizie inedite su tre altari della chiesa di Santo Spirito a Fermo e sul suo antico organo
Alberto Venturati, Il terremoto di Cagli del 3 giugno 1781 nel diario meteorologico di Giovanni Paolucci
Pierluigi Vitellozzi, L’attività della Società storico-archeologica delle Marche in Fermo (1873-1879) e la visita di Theodor Mommsen del 1876
Angiola Maria Napolioni, Bandino Giacomo Zenobi, una vita per la ricerca
Alfredo Luzi, L’anacoluto della vita. Biografia e poesia di Franco Matacotta
Documenti - Rassegne - Note - Discussioni - Marco Moroni, Il paesaggio marchigiano e l’eredità della mezzadria
La tradizione della ricerca archivistica nelle Marche convive da sempre con il quadro delle iniziative di tutela e digitalizzazione e con l’offerta di formazione e aggiornamento a diversi livelli. Le Marche vantano una solida tradizione di studi archivistici e bibliografici, alimentata da studiosi di chiara fama e da scuole locali che hanno costrui-to e costituiscono oggi punti di riferimento nazionali e internazionali. In particolare, negli ultimi decenni tale tradizione ha assunto sempre più i caratteri di una visione innovativa che punta ad affrontare le continue novità normative e tecnologiche senza perdere di vista i requisiti irrinunciabili delle funzioni degli archivi e dei documenti, fonte autorevole per ogni possibile curiosità di ricerca ma anche dei diritti dei cittadini del presente e del futuro.
L’offerta formativa marchigiana per gli archivisti spazia dall’insegnamento accademico sui diversi livelli, alla formazione professionale continua, alle iniziative internazionali di alto profilo e risente di questo sguardo attento verso le questioni più spinose del presente e l’attenzione alle prospettive e alle possibili criticità del futuro. La presenza di competenze di eccellenza facilita la progettazione di percorsi formativi che guardano sia alla conservazione materiale sia alla gestione digitale, creando un terreno fertile per sperimentazioni metodologiche e tecnologiche. Questa eredità è una risorsa attiva che costituisce l’ossatura dell’offerta formativa e sostiene i progetti di tutela e valorizzazione promossi dalla Soprintendenza, le iniziative delle associazioni professionali e la vitalità delle attività svolte dalle imprese del settore.

