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Alessio Colarizi Graziani
DIVERTIMENTI TEATRALI
in versi e prosa

- monologhi, dialoghi, fiabe a più voci, bisticci amorosi -
- per spettacolini in famiglia e salottieri -

Amico lettore, non sono un critico letterario. Se anche lo fossi, non sarei comunque molto credibile nelle vesti di giudice di me stesso. Come autore, invece, posso spendere qualche parola per accennare alla genesi di questa raccolta.
Ho visto che alcuni miei scritti, in prosa e/o in versi, annotazioni scherzose sparpagliate nell’arco di diversi anni e occasionalmente da me declamate in qualche ristretta cerchia di amici, avevano una valenza vagamente teatrale. Da cui il titolo di questa raccolta.

Luigi Verducci
Passeggiate nel cielo stellato

Questo libro nasce per facilitare l’orientamento al cielo e ha l’obiettivo di rendere chiunque in grado di riconoscere le principali costellazioni.
Nelle mie osservazioni mi sono reso conto che è utile avere dei punti di riferimento per capire quali costellazioni si trovano vicine per poterle individuare con più facilità. Le storie della mitologia greca sono una formidabile risorsa in questo senso, ma molto utili, soprattutto per chi è appassionato di scienze, possono essere gli aneddoti connessi alla storia dell’astronomia e alle sorprendenti e spesso recenti scoperte sull’universo.
Pertanto questo libro parla di tre cose: costellazioni, miti greci e astronomia.
Prima di iniziare il nostro viaggio, tre piccole avvertenze.

Alessio Colarizi Grziani
Vagando e… divagando
POESIE 1990-2020
Illustrazioni di Chiara Armezzani

La personalità di Alessio Colarizi Graziani è sempre articolata in seducenti slanci d’eclettismo; per coglierla interamente è utile conoscere la sua passione per la musica, non solo in ascolto, ma in esecuzione diretta con il flauto dolce, le cui melodie viaggiano attraverso modulazioni e toni di diversa intensità; il senso del ritmo è trasmesso da una cadenza che nel suo incedere può arrivare anche a guizzi e virtuosistici saliscendi.

Fabio Sileoni
Nicola Benedetti
celebre basso verdiano (1821-1875)

prefazione di Piero Mioli

Esattamente duecento anni fa, il 18 giugno del 1821, nasceva a Pollenza Nicola Benedetti, celebre basso di grande talento, tra i più apprezzati cantanti lirici del XIX secolo, scomparso prematuramente a soli 54 anni. Uomo mite e riservato, ritiratosi dalle scene nel 1868, trascorre gli ultimi anni della sua vita nel borgo natio, nella riservatezza dell’ambiente famigliare. Il lirico scompare silenziosamente, nemmeno i giornali musicali dell’epoca sembrano toccare l’argomento della sua dipartita, nonostante in vita abbia calcato con successo i palcoscenici dei più noti teatri italiani ed europei.
Il primo a tentare di dissolvere parzialmente le nebbie che avvolgono la figura del celebre basso pollentino è l’artista Giuseppe Fammilume; questi, in qualità di fondatore e capo della Corporazione del Melograno, associazione nata per la valorizzazione della cittadina di Pollenza, commissiona una breve ricerca sulla figura di Nicola Benedetti; questo percorso di “riemersione” della figura del cantante proseguirà molti anni dopo con il volume Cantanti verdiani marchigiani dell’800, di Pietro Molini e Paolo Peretti, volume II della Trilogia verdiana marchigiana, pubblicato nel 2017, dove Nicola Benedetti è annoverato tra i cantanti marchigiani alle prime verdiane, in quanto creatore del ruolo di Banco nel Macbeth di Giuseppe Verdi, andato in scena al Teatro della Pergola di Firenze nel 1847.

Romolo Murri
De Regimine Ecclesiae
a cura di Paolo Petruzzi

Ci sono luoghi del nostro Paese che non sarebbero mai ricordati nel tempo se non avessero legato il loro nome ad un personaggio noto. È questo il caso di Gualdo, un borgo dell’entroterra maceratese che è stato per Romolo Murri il rifugio nel quale trovare la tranquillità necessaria per far fronte alle molteplici difficoltà incontrate nel corso della sua travagliata vicenda umana.

Sandro Mongardini
Tra Immagini e Parole
La matrice visiva nei racconti di Alvaro Valentini

I testi di Valentini poeta, narratore, critico letterario sono noti, apprezzati, adeguatamente ristampati e diffusi. Mongardini propone una rilettura degli articoli che il professore aveva dedicato alla fotografia, apparsi su riviste di settore («Ferrania», «Fotografia», «Popular Photography Italia»); e che da quei lontanissimi anni ’50 non sono più tenuti in considerazione: un risarcimento, e un aspetto non marginale della attività e della personalità di Valentini, che propugna – nel mondo dei fotografi – una maggiore conoscenza delle letterature, e una emancipazione dal mito-feticcio della fotografia singola, esemplare, perfetta, a favore del “Racconto fotografico”, racconto per immagini che la fotografia può realizzare con una sua specificità sua, rispetto al cinema.

Andrea Livi (a cura di)
Il mestiere dell'editore
dai caratteri di piombo al digitale

Annali di Andrea Livi editore

Il mestiere dell'editore

La piccola editoria vive di intuizioni, di incontri e di scoperte. È un’attività con un elevato grado di imprevedibilità circa il successo o meno di una pubblicazione per tanti fattori imponderabili.
Si dice che i libri sono facili da pensare, difficili da realizzare e difficilissimi da vendere. A questo proposito così si espresse lo scrittore tedesco Felix Dahn (1834-1912): «Scrivere un libro è facile: ci vuole soltanto una penna, l’inchiostro e la carta. Comporre un libro è già più difficile, perché non di rado il genio si esprime con una grafia illeggibile. Leggere libri è più difficile ancora per via della minaccia incombente del sonno. Ma vendere libri è l’impresa più ardua che un essere umano possa affrontare». Ma, di libro in libro, l’editore va avanti, sempre illuso e sempre rincuorato perché ogni volta l’emozione si ripete: dietro ogni libro c’è una sommatoria di azioni, di decisioni e di aspettative.
A chi mi chiede perché ho deciso di fare l’editore rispondo (celiando) che questo mi è sembrato il modo migliore per pubblicare i libri che avrei voluto scrivere, affidandoli a chi è più bravo di me.

Alessio Colarizi Graziani
Notre-Dame
ed altri due poemetti
poesie in rima

(2016-2018)

Qualche riga d’introduzione, a cominciare dal titolo: Notre-Dame. Prima di andare in pensione, la mia vita professionale d’interprete e traduttore ha avuto al centro la lingua e la cultura francese. Il francese è stato quasi una seconda lingua nella mia famiglia, trasmesso dalla mia bisnonna materna Elvira, figlia del celebre baritono Francesco Graziani (Fermo 1828 - Fermo, 1901), amico di Giuseppe Verdi e sincero patriota, cui Giuseppe Mazzini affidava importanti missioni. Il mio trisnonno aveva scelto Parigi come residenza ed aveva dato alla sua figliola Elvira dei pedagoghi francesi. Al termine della sua carriera, rientrando in Italia con suo padre, la bisnonna Elvira, pur comprendendo l’italiano, trovava più spontaneo parlare il gallico idioma, che ha trasmesso a mia nonna e a mia mamma.

Veneranda D’Aprile
Ragli d'asino non arrivano in cielo
Racconti di vita contadina

Questo libro descrive, partendo dal reale quotidiano della sua famiglia, il momento di trapasso. Figlia di contadini di Monteleone, piccolo paese nelle colline del fermano, riesce, con un’indomita battaglia contro i condizionamenti trovati nascendo, ad appropriarsi della cultura che li ha creati e di quella che li contesta, e si proietta nell’avvenire senza rinnegare nulla del suo passato.

Alessio Colarizi Graziani
Li rendocchi de la Torretta
poesie dell’autore in dialetto fermano
con note e traduzione in italiano (2007-2020)

Nato nella Fermo di Tamanti, residente nella Roma dell’antico Belli e di Trilussa, Colarizi non poteva non seguire anche formalmente le vie dei maestri con la quartina, endecasillabo e rima baciata e anche alternata. C’è dei maestri anche la brillantezza, il riso e l’irrisorio, il gusto del lazzo e del frizzo. Cose ben fatte. Le battute iniziali e intermedie preparano la risata finale. Così già dal primo testo Preghete la vostra ch’io prego la mia, che finisce con un riferimento illustre sul calco di Carmelo Bene: Sono apparso alla Madonna. Ma poco dopo nel testo successivo (Cristina) già il poeta suona un registro diverso, quello dell’amore e del suo ricordo. Segno che il nostro autore domina vari temi e toni. E questa duttilità gli fa onore. Versi che profumano di dialetto come il camino ha la fragranza della fiamma sprigionata dalla legna stagionata, e la pronuncia cricchia e scroscia perché non è artefizio, costruzione fatta a tavolino o su raffinati vocabolari ma riflette la lingua del popolo, del quotidiano, della realtà. Dunque buonumore, facezia, sapienza e tanta comicità. Ma dentro c’è una forte carica di verità.

Lando Siliquini
Lingua di Marca
La ricerca e l’orgoglio delle radici

Traduzione inglese delle voci a cura di PAMELA VENTURA

Definire lingua picena un parlato centro italico marginalizzato dagli studiosi e snobbato dai circoli culturali fino a essere privato della stessa identità e dignità dialettale, può apparire assurdo o inutilmente provocatorio.
Prima di addentrarsi nella discussione vanno pertanto chiariti alcuni equivoci di fondo talora alimentati dagli stessi cultori della materia.
Va innanzitutto evidenziato che il modo di parlare nell’Italia mediana, escludendo la Toscana, ha un fondo linguistico comune che non viene inficiato dalle varianti locali, mostrando un medesimo sostrato. Esso si pone in netta distinzione tanto con le parlate settentrionali quanto con quelle meridionali; e le barriere linguistiche rappresentate dal Tevere a nord-ovest, dai fiumi Potenza ed Esino a nord e dall’Aso a sud sono le più nette e percepibili d’Italia o forse d’Europa.
Un secondo luogo comune da sfatare è la convinzione, figlia di un certo nichilismo marchigiano, che il vernacolo fermano maceratese sia il semplice riflesso di ritorno del parlato medio tirrenico.
Ancora più radicata è poi la falsa conclusione che i fenomeni lessicali, fonetici, morfologici e semantici diffusi in questa area rappresentino un deterioramento caricaturale della lingua nazionale.
Come ingiustificata è la definizione di “dialetto della /u/ finale”, assai più calzante per il ligure, il calabrese, il salentino, il siciliano, il sardo.
Non si vuole invece neppure immaginare che si possa ancora confondere il toponimo “piceno” con “ascolano”.

Fabio Macedoni
Luci e colori della mia terra
testi poetici di Lucia Nardi in arte LuNa
a cura di Alberto Pellergino

La prima sensazione che ho provato di fronte alle fotografie di Fabio Macedoni è stata la loro capacità di entrare immediatamente in comunione con quanti le guardano, perché esse incarnano il sogno di una natura incontaminata che è ancora possibile far diventare realtà. Da esse traspare un grande amore per la natura e di riflesso per la vita, un amore ingenuo ma genuino, il quale si esprime attraverso il linguaggio semplice del francescano Cantico delle creature: «Laudato si’, mi’ signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».

a cura di Mario Carassai
testi di Antonio Conti, Vieri Favini, Alessandro Savorelli
disegni di Massimo Ghirardi

Le Marche sugli scudi
Atlante storico degli stemmi comunali

Le Marche sugli scudi è frutto di una ricerca sull’araldica civica delle Marche realizzata negli anni 2009-2010.

Mario Carassai
La fascia tolentinate
una ricerca sul vessillo e l’arma comunale

Sono stati l’interesse per la storia e l’arte, per tutto ciò che queste due discipline hanno in comune, non esclusi i simboli, i segni caratterizzanti i vari periodi ed il saldo legame con la mia città a spingermi verso questa ricerca...

Tamara J. Griffiths
A spasso per i Sibillini
Storia e Ricette di una caratteristica cultura di montagna
Walking in the Sibillini
History and Recipes celebrating a Distinctive Mountain Culture
testo bilingue

Le montagne sono un mondo diverso, molti direbbero migliore, ed è sufficiente una breve passeggiata, immersi nella loro bellezza, per sentirsi ispirati da questi luoghi...

a cura di Fabio Mariano
L’Agorà della Cultura.
25 anni di conferenze

Il volume a più voci, in un’edizione attentamente curata da Fabio Mariano, Professore Ordinario di Restauro Architettonico presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche, celebra i 25 anni di conferenze organizzate e promosse dall’Associazione culturale “L’Agorà” di Castelfidardo, presieduta da Marisa Cattani Bietti.
Marco Travaglini
Spadò il danzatore nudo
La vita segreta dell’eclettico artista Alberto Spadolini

Da Gabriele d’Annunzio a Roberto Rossellini,dai Balletti Russi, a Jean Cocteau, da Joséphine Baker alla Resistenza antinazista.
Dalle pieghe smemorate del tempo riemerge la leggendaria figura dell’italiano che ha incantato Marlene Dietrich e ingelosito Pablo Picasso.
a cura di Carlo Pongetti
Dal Vicino al Lontano
Percorsi di Bruno Egidi nlla ricerca e nella didattica della Geografia

La figura di Bruno Egidi spicca per i molti meriti professionali che gli hanno procurato prestigiosi e giusti riconoscimenti, non solo nell’ambito regionale ma anche a livello nazionale. La cerchia dei colleghi e amici lo ricorda in modo particolare per la grande umanità che lo ha sempre distinto, per quel tratto buono e signorile che toccava chiunque avesse modo di incontrarlo pur brevemente.
Fabrizio Fabi
…e brava Fermo

…e brava Fermo è la rassegna dei giudizi secchi, qualche volta compiaciuti, qualche volta critici, sui fatti più recenti della vita cittadina. Ognuna delle sentenze che qui figurano è stata espressa, a partire dal giugno 1990, per un anno, la domenica di ogni settimana, sul "Corriere Adriatico": in altre parole ci siamo istituzionalmente curati di raccogliere le vicende cittadine, dall’ultima crisi della Giunta Municipale fino al turno elettorale che avrebbe rinnovato l’Amministrazione Comunale di Fermo.
Fabrizio Fabi
Bella Fermo

Questo libro fa seguito a Cara Fermo che, già dal titolo, evidenziava un percorso assimilabile ad un epistolario: in effetti allineava interventi che avevo avuto occasione di produrre lungo un arco di cinquant'anni, mettendo per iscritto i quali venivano fuori delle lettere, indirizzate a Fermo, che parlavano sempre e solo di Fermo, pensate con affetto per Fermo.
Dario Rossi
La Provincia di Ascoli Piceno
nelle cartoline d�epoca

Il volume evoca paesaggi, situazioni, personaggi fino a tracciare un vero e proprio affresco della nostra provincia nella prima met� del secolo scorso.
Pino Bartolomei
La Ferrovia Porto San Giorgio-Fermo-Amandola
Percorso nella memoria 1908-1956

Questo libro nasce da una vecchia idea: sviluppare un progetto che curasse la riscoperta e la salvaguardia della memoria di quel patrimonio comune che è stata la ferrovia Porto San Giorgio-Fermo-Amandola. Da qui la ricerca ed il monitoraggio di tutto il percorso; ogni metro di esso è stato fotografato dettagliatamente, qualora vi fossero ancora resti o segni evidenti del tracciato…
Laura Pupilli
Presenze ebraiche nel Piceno
Gli Ebrei nelle terrae del Presidato farfense

Le ricerche seguenti, di impostazione storico-filologica, sono il frutto di un lento lavoro di accumulo di materiali variamente caratterizzati in diversi campi di osservazione nell’ambito della tradizione locale antica. Fuse insieme sono testimonianze mobili, fonti catastali, archivistiche, documentazioni orali.
Bernardo Tanucci
Di acqua e di pietra
Mulini idraulici nella valle dell’Aso

Occorre ripensare in maniera positiva il nostro, non permettere che la nostra memoria, resti sepolta e dimenticata dallo scorrere incessante del tempo. Questo libro vuole essere un tentativo di riallacciare uno ad uno i fili di una parte della nostra storia materiale, quella dei mulini ad acqua che segnarono per un lungo tempo il nostro territorio.
Francesco Pasqualini
L’arte di fondere campane.
La Premiata Fonderia Campane Pasqualini di Fermo

Nella prima metà del Settecento il giovane chierico Francesco Pasqualini (1734-1803), trovandosi a Fermo per studiare presso il Seminario arcivescovile, ebbe occasione di conoscere un fonditore intento alla modellazione di campane per la cattedrale della città.
John & Jennifer Kelly
I fiori spontanei lungo i sentieri dei Sibillini
Wildflower walks in the Sibillini

Testo inglese a fronte

Molti dei fiori rappresentati in questo libro sono comuni in tutte le Marche, dove esiste un habitat adatto. Questi, che crescono nelle zone più elevate, si possono trovare soltanto in montagna; quelli che richiedono radici umide si trovano lungo le rive dei fiumi e dei laghi. Abbiamo organizzato le fotografie secondo l’habitat di ogni pianta.
Walter Tulli
Un itinerario nella democrazia

a cura di Paolo Petruzzi

La fine della prima Repubblica ha chiuso un periodo tormentato e complesso della vita del nostro paese. I primi risultati della ricerca storica lo hanno confermato, ma passeranno anni prima che le precomprensioni ideologiche, messe una buona volta da parte, lasceranno lo spazio ad una riflessione più serena e ad una ricostruzione storica sine ira et studio.
a cura di Fabiola Zurlini
Medici e medicina nella Marche
Lo Studio Firmano e la storia della Medicina 1955-2005

Matilde Tortora
Auguri lunghi un secolo
I calendarietti dei barbieri

I calendarietti, meglio conosciuti come “i calendarietti dei barbieri”, ricchi di immagini e per lo più profumati, furono assai diffusi fin dagli ultimi decenni dell’800. Erano “omaggi” dalla grafica accattivante e dai bei colori a stampa che, ad ogni inizio d’anno, venivano offerti ai clienti, risultando graditi e soddisfacendo, lungo tutti questi anni, le fantasie e i sogni di milioni di persone.
Domenico Travaglini
Fascino Verde
Come individuare, avvicinare, osservare gli animali selvatici

Oltre 400 foto a colori “rubate” alla natura e un testo tratto dagli appunti di un naturalista marchigiano che per molti anni si è dedicato quasi esclusivamente all’osservazione della fauna nella nostra regione.
Eriberto Guidi
Gubbio - l’immortalità  della pietra

Nulla è scontato in questo libro, nessuna foto ne ricorda un’altra già  vista, ogni scatto scova e mette in risalto particolari nascosti. Non si esagera a dire che anche una singola pietra, lì a Gubbio, merita l’obiettivo attento del fotografo.
Leone Tartaglini
OPERA NUOVA
nella quale se contiene la natura di sonno cioe come lhuomo debbe dormire per mantenersi sano con alchuni bellissimi & utilissimi secreti medicinali

a cura di Marcello Brusegan. Il libro ritrovato. Ristampa anastatica, ediz.1551.

È la ristampa, a 450 anni di distanza e sulla base dell’unico esemplare superstite, di una tipica stampa popolare del XVI secolo.
Teresa Curtarello Renzi
Fiori di carta
un felice inganno

Gli splendidi fiori di carta di Teresa Curtarello, coi loro petali delicati e perfetti, i loro stami pistilli corolle foglie steli che sembrano prodotti dalla natura…