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Folklore

Fabrizio Fabi
Poesia e canto popolare nel dialetto del Fermano

La poesia dialettale del Fermano descrive il chiaroscuro, il quadretto fulminante, l'abbozzo sentimentale, ironico, saggio, appoggiato sul quotidiano e sull'invenzione che scolora il confine della cronaca confonfendolo con quello della favola, talora scampando appena dal modulo della barzelletta.
Marco Rotunno
Il Fermano dialetto d’Europa

Per «Fermano» non intendiamo il dialetto della sola città di Fermo, ma quello diffuso nell’area corrispondente all’incirca a quella della provincia fermana, dalla costa agli Appennini. Si tratta di un dialetto che ha delle connotazioni generali che lo differenziano – ad esempio – da quelli compresi fra i fiumi Aso e Tronto, e che lo avvicinano più a quello Maceratese...
Lando Siliquini
Il dialetto fermano-maceratese.
Nuove evidenze e antiche tracce, la ricerca e l’orgoglio delle radici

traduzione inglese delle voci a cura di
Pamela Ventura

La lettura integrata della mitologia e dei fenomeni linguistici dialettali ha supportato la tesi che il vernacolo fermano maceratese fosse un autoctono.
Antonio Gianandrea - Giulio Grimaldi - Luigi Mannocchi
Antologia tradizioni marchigiane
Feste, fiabe, proverbi e racconti marinareschi

Abbiamo riunito in questo libro i testi di Antonio Gianandrea e Luigi Mannocchi, già da noi editi nel libro Tradizioni marchigiane (2006), e i racconti marinareschi di Giulio Grimaldi.
Fabrizio Fabi
Le feste di Pentecoste a Monterubbiano.
Sciò la pica

È difficile riferirsi a Sciò la Pica come ad una manifestazione individuata con un titolo, una volta per sempre. Sciò la Pica è un logo, nemmeno esso definito in eterno: chi lo scrive con l’accento sulla -o di Sciò, chi con un apostrofo come se Sciò fosse un termine dialettale inconcluso, supponendosi un’elisione. Altri scrivono pica con l’iniziale maiuscola, altri ancora con la minuscola.
Giovanni Battista Tamanti
Poesie fermane 1860-1874

a cura di Sandro Baldoncini

Chi non conosceva a Fermo quest’omino, dal sorriso fine, sarcastico, stereotipato tra i baffetti scuri; dal cappello a cencio leggermente a sghimbescio?
Titta Tamanti era la nota ridanciana e simpatica, che trillava da Porta S. Lucia a Porta S. Francesco.
Alfonso Leopardi
Sub tegmine fagi
(Sotto un tegame di fagioli)

a cura di Sandro Baldoncini

FUORI CATALOGO
Luigi Mannocchi
Tutti vo’ di’ la so’

a cura di Andrea Livi

Raccolta di duecento novelline in dialetto fermano.
Estella Canziani
Attraverso gli Appennini e le Terre degli Abruzzi

Spaccato di vita contadina del primo Novecento, riproposto in italiano a ottant’anni dalla pubblicazione in Inghilterra.