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Storia

Andrea Livi (a cura di)
note esplicative Carlo Cipolletti

Fermo nei libri dell'800

• Giuseppe Fracassetti, Notizie storiche della città di Fermo, 1841 •
• Antonio Curi Colvanni, Fermo dal 1849 al 1860, 1893 •
• Filippo Raffaelli, Guida artistica di Fermo, 1889 •
• Giuseppe Barboni, Diario sacro storico-statistico di Fermo, 1854 •
• Giuseppe Barboni, Diario sacro storico-epigrafico di Fermo, 1855 •
• Luigi Mannocchi, Guida pratica dei monumenti e delle opere d’arte, 1900 •
• Antonio Curi Colvanni, Su e giù per Fermo, 1892 •
• Giuseppe Branca, Fra i Sibillini e l’Adriatico, 1896 •
• «La Patria. Geografia dell’Italia», 1898 •
• Scarabocchio, Margutto lunario, 1898 •
• Scarabocchio, Margutto lunario fermano illustrato, 1899 •

Mattia Luzi
Montegallo. Ricerche storiche e memorie

Questo libro nasce come tentativo di colmare la scarsità di pubblicazioni storiche concernenti Montegallo. Attraverso la consultazione di fonti scritte e orali, si è cercato di ricostruire le vicende di questo piccolo ma prode Comune ai piedi del Monte Vettore. Nei secoli, difatti, sono state molte le dimostrazioni di virtù e coraggio dei suoi abitanti; un esempio su tutti riguarda il periodo dell’unificazione d’Italia, quando Montegallo diede feroce battaglia e fu l’ultimo baluardo dello Stato Pontificio ad arrendersi.
Ampio spazio è dedicato anche alle leggende locali, ai legami montegallesi con il mito della Regina Sibilla e al Beato Marco, acerrimo nemico dell’usura e fondatore di Monti di Pietà a prestito senza interesse, unici nel loro genere.

Carlo Cipolletti
Fermo. Storia artistica della città del Girfalco
nuova edizione
In appendice
L’arte araldica del Rinascimento fermano.
Un armoriale dei podestà e capitani del Popolo di Fermo della seconda metà del XV secolo


Questo libro parte dallo stesso presupposto: per potere trattare gli aspetti artistici di Fermo, dobbiamo prima conoscere la sua storia, partendo da quando esisteva, presso l’attuale piazzale del Girfalco, sul colle Sabulo, solo un piccolo abitato di popolazioni arrivate dall’Etruria.
La storia di Fermo, fino alla fine del XV secolo la più importante città di tutte le Marche, inizia nel 264 a.C., quando i Romani fondarono la colonia di Firmum, della quale, oltre che della storia, ricavata dalle fonti antiche, daremo, utilizzando i dati archeologici in nostro possesso, una dettagliata ricostruzione topografica.

Marco Moroni
Recanati in età contemporanea

Con questo terzo volume si conclude il mio tentativo di scrivere la storia di Recanati. Sarebbe più corretto dire una storia, ben sapendo che è impossibile scrivere la storia non solo di un intero Paese, ma anche di una semplice città.
Rispetto ai due che l’hanno preceduto (Recanati in età medievale e Recanati in età moderna), il libro presenta uno schema più articolato; è infatti diviso in tre grandi sezioni. La prima: Dall’età napoleonica all’Unità (1815-1861); la seconda: Dopo l’unificazione (1861-1940); la terza: Verso la contemporaneità (1940-2020). In ogni sezione vengono analizzate la storia politica, la storia economica, la storia sociale e quella religiosa. Sono approcci diversi, ma di fatto sono quattro modi di guardare alla stessa realtà.

Lorenzo Turchi (a cura di)
Germogli di santa Chiara
Nuove ricerche sul monastero di S. Tommaso in Potenza Picena

Con Germogli di santa Chiara, primo numero della collana Itinerari, la Biblioteca storico-francescana e picena e la redazione di Picenum Seraphicum. Rivista di studi storici e francescani intendono avviare un nuovo progetto editoriale, destinato ad accogliere gli esiti delle ricerche condotte nell’ambito di progetti di studio che muovono – ma non per questo si esauriscono – dal patrimonio storico-documentario e artistico della Provincia Picena dei Frati Minori delle Marche.

Giulia Spina (a cura di)
Il Museo Piersanti e la sua collezione
Studi e ricerche per i 100 anni dalla nascita
Atti del convegno, Matelica, 17 e 18 febbraio 2018

Questo volume nasce con l’intento di raccogliere i contributi presentati in occasione del convegno Il Museo Piersanti e la sua collezione. Studi e ricerche per i 100 anni dalla nascita del Museo, a cura di don Piero Allegrini e di chi scrive, che si è tenuto al Teatro Piermarini di Matelica il 17 e il 18 febbraio 2018.
L’evento è stato organizzato per celebrare il traguardo di un secolo: in realtà non quello trascorso esattamente dalla nascita del Museo, già ufficialmente esistente dal 1901, quanto piuttosto dalla compilazione del primo catalogo generale, ben più che un semplice inventario, da parte del direttore don Sennen Bigiaretti, che data l’ultima pagina del manoscritto conservato nell’archivio di Palazzo Piersanti al 1° febbraio 1918. La data è dunque significativa perché nel momento in cui esiste un catalogo il Museo Piersanti non è più solo una raccolta di oggetti, bensì l’espressione di un ordine, di un’idea, di una storia.

Riccardo Renzi
La tradizione delle opere sallustiane
dai manoscritti agli incunaboli della Biblioteca civica di Fermo

La presente trattazione si prefigge l’obiettivo di ricostruire la fortuna avuta dalle monografie sallustiane (il De Catilinae coniuratione e il Bellum Iugurthinum) nel corso dei secoli, dall’antichità agli inizi dell’età moderna, dunque sino all’invenzione della stampa, facendo particolare attenzione ai secoli che vanno dal XIII alla fine del XV. Per il suddetto lasso di tempo il lavoro si sposta poi dal macrocosmo europeo al microcosmo della Biblioteca Civica Romolo Spezioli di Fermo.

Diego Pedrini - Lucia Dubbini
Il prezzo del perdono
Il Tribunale episcopale di Jesi in età moderna (1530-1730)

I tribunali vescovili italiani dell’età moderna e in particolare nel periodo seguente il Concilio di Trento, rappresentano un soggetto storico elusivo e analizzarne la storia, i meccanismi e l’interazione con la società che li circondava è un compito piuttosto complesso. Innanzitutto oltre alla dispersione di molti archivi delle corti ecclesiastiche e l’oggettiva difficoltà di accedere ad essi laddove esistano, l’analisi storiografica di queste istituzioni ha avuto spesso, con alcune notevoli eccezioni, un valore parziale all’interno di studi di ampio respiro che ne hanno dato una duplice interpretazione. Da un lato sono state descritte come parte del sistema repressivo imperniato sulla figura del Vescovo, quindi componenti del complessivo disegno di controllo sociale intensificatosi nel periodo post tridentino e dall’altra sono state valutate come istituzioni progressivamente superate dall’avanzare del potere dell’Inquisizione Romana. Inoltre alcune importanti analisi locali hanno determinato alcuni punti salienti comuni e altri relativi alle realtà regionali che hanno iniziato a modulare in modo più dettagliato i caratteri specifici dell’istituzione.

Maurizio Mattioli - Mario Cignoni
Porto San Giorgio un castello sul mare

Nell’affrontare la lettura di questa “storia urbana di Porto San Giorgio” sviluppata nel corso di tanti anni, è doveroso spiegare ai lettori le ragioni di questa ricerca. Ci ha spinto la passione per la storia del paese in cui si è nati o in cui si è trascorsa buona parte della propria giovinezza. Sembra quasi impossibile pensare che, entrati nel XXI secolo, non sia stata definita l’origine del paese che pur vanta notevoli vestigia architettoniche del passato ancora visibili e imponenti.
Persino l’origine della rocca, sconosciuta alle cronache degli antichi come alle fonti d’archivio, sarebbe ignota se non fosse giunta fino a noi l’iscrizione lapidea inserita sopra il portale d’ingresso.
Le difficoltà incontrate dagli storici del passato (secoli XVII-XIX) riflettono lacune documentali. Cesare Trevisani, con lo pseudonimo Cesare d’Altidona, nel suo Porto San Giorgio e visite ai dintorni pubblicato nel 1929 scriveva: «Reliquie di tempi neppur troppo lontani andarono quasi tutte disperse, molte perdute per sempre. Cosicché il difetto di tracce allettanti va forse considerato fra le cause non ultime del lungo oblio, onde priva di stimolo rimase disamorata dell’indagine la libera passione degli studiosi. Né dai pochi e fuggevoli tentativi era da aspettarsi gran virtù di sgombro contro la secolare tenebra, non mai messa a prova sotto il raggio penetrante di un severo criterio storico».

Diego Pedrini - Elenora Barontini (a cura di)
Il vescovo e gli inquisitori.
La corrispondenza tra la congregazione del Sant’Ufficio e i vescovi di Osimo (1593-1773)
Introduzione di Vincenzo Lavenia

Auspicata nel corso del Novecento da molti storici, laici e cattolici, l’apertura degli archivi centrali del Sant’Uffizio romano – voluta da Giovanni Paolo II in vista del Giubileo del 2000 e disposta dalla Congregazione per la dottrina della fede, allora presieduta da Joseph Ratzinger, nel 1998 – ha contribuito a incrementare in misura considerevole gli studi dedicati al funzionamento della corte cardinalizia del Sant’Uffizio e quelli sul controllo della stampa (imprimatur, commercio dei libri, censura, stesura degli indici, espurgazione, auto-emendazione, permessi di lettura).

Marilena Sparapani
«Suo affezionatissimo figlio». Lettere di Alessandro Maggiori al padre (1785-1823)

La raccolta di manoscritti autografi del conte Alessandro Maggiori è costituita da oltre 400 lettere, disegni, poesie e documenti vari del periodo che va dal 1785 al 1823.
Alcuni brani dei manoscritti, conservati presso la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna, sono stati pubblicati negli ultimi anni per studi su temi specifici. Il presente lavoro di trascrizione ha riguardato tuttavia la totalità dei documenti, compresi quelli finora inediti conservati presso la Biblioteca Civica «Romolo Spezioli» di Fermo e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. L’epistolario contiene le lettere indirizzate da Alessandro al padre Annibale Maggiori Guerrieri (1731-1809) e alla sua famiglia; purtroppo non sono note le lettere di risposta. Il criterio seguito nell’elencazione dei manoscritti dell’epistolario è cronologico per le lettere che è stato possibile ordinare in tal senso (o esplicitamente datate o databili dal contesto) dal 1785 al primo decennio del 1800. Ciò ha evidentemente permesso la ricostruzione di un racconto, seppure incompleto, della vita di Alessandro a partire dagli anni degli studi a Bologna fino al periodo vissuto a Fermo durante le vicende legate alle guerre napoleoniche. L’intero epistolario può essere considerato un percorso culturale, in cui l’autore scopre e descrive via via il patrimonio artistico di Bologna, delle Marche, e delle città visitate nei suoi viaggi, in particolare Firenze, Pisa, Modena, Parma, Roma, che documenta con le sue emozioni, osservazioni, disegni: tuttavia non si tratta solo di una guida storico-artistica, ma di uno spaccato di vita vissuta che coinvolge il lettore, pur nella complessità dell’approccio, e di una autobiografia degli anni di formazione umana e culturale che incideranno in modo determinante nella sua vita, la cui profonda erudizione si costruisce proprio a partire dal periodo giovanile trascorso a Bologna, frutto di studi rigorosi e di letture in ogni campo.

Alberto Pellegrino
La vita avventurosa di Cecco d’Ascoli medico, scienziato, astrologo e poeta

La vita avventurosa di Cecco d’Ascoli, poeta, medico, filosofo e astrologo, è per molti aspetti avvolta nel mistero, poiché la conoscenza delle diverse fasi della sua esistenza e di alcuni specifici avvenimenti deriva da fonti contrastanti e spesso inquinate da riferimenti leggendari. Il destino di Cecco, che ha qualcosa di affascinante e di tragico, è simbolicamente racchiuso in tre splendide piazze, che rappresentano l’alfa e l’omega della sua vita: la Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, la città da cui ha preso il nome; la Piazza Maggiore di Bologna, la città dove ha esercitato il suo magistero universitario; la Piazza di Santa Croce a Firenze, il luogo dove è stata eseguita la condanna a morte comminata dall’Inquisizione.

Andrea Livi a cura di
Fermo sportiva dagli anni ’50 agli anni ’70

• calcio • ciclismo • automobilismo • motociclismo • motocross • atletica pesante • ginnastica • judo • pallacanestro maschile • pallacanestro femminile • pallavolo • pugilato • scherma • tennis • ricreatorio • giochi della gioventù • altre attività sportive • competizioni e giochi popolari •

Isabella Tonnarelli
Il cuore antico di Tolentino
Le trasformazioni urbane e l’edilizia minore dall’Unità d’Italia ad oggi

Alcuni anni fa, sfogliando vecchi documenti provenienti dall’archivio professionale di mio padre, (foto antiche e mappe di Tolentino, rilievi di edifici del centro storico, dettagli costruttivi di cornicioni, comignoli, infissi, cancelli e recinzioni, balconi e ringhiere, ecc.) ho pensato che sarebbe stato interessante raccogliere e ordinare in modo organico quel materiale per non lasciarlo per sempre chiuso tra le carte di un archivio polveroso, destinato al macero in quest’epoca di documentazione digitale.

Antonio Salvi
Iscrizioni medievali di Fermo e del Fermano

Le iscrizioni medievali fermane, specie quelle di epoca tarda, sono state oggetto di attenzione nel corso degli anni da parte di studiosi locali. Taluni di essi solo occasionalmente, ma altri in maniera più sistematica ne hanno tramandato la memoria. Purtroppo queste testimonianze non sono prive di errori di trascrizione; in ogni caso le forme grafiche generalmente sono state del tutto trascurate.

Luigi Girolami
Pellegrini e pellegrinaggi dalle Marche meridionali.
Le fonti documentarie di Ascoli, Amandola, Appignano, Offida, Montalto, Castignano, Ripatransone, Monsampolo e altri luoghi
con la collaborazione tecnico-archivistica di Emidio Santoni e Laura Ciotti

Accade spesso agli Archivisti di Stato nel loro lavoro di assistenza e consulenza agli studiosi di venire a contatto con ricerche e tematiche stimolanti e coinvolgenti, che offrono un’occasione di scoperta documentaria e progettualità scientifica.
È proprio il caso dell’esperienza vissuta nella collaborazione alla ricerca di Luigi Girolami sui pellegrinaggi, avviata da circa dieci anni e intensificata nell’ultimo quinquennio, nella documentazione conservata dall’Archivio di Stato di Ascoli Piceno, allargata poi a fonti non statali, cresciuta di giorno in giorno, fino a portare alla luce una quantità enorme, insospettata e inedita di testimonianze significative e variegate, che hanno consentito di ricostruire un quadro di tale ampiezza, esaustività ed articolazione finora mai realizzato sulla tematica per il territorio ascolano, che può finalmente fruire di un contributo conoscitivo così ricco ed interessante, di cui era carente rispetto ad altri ambiti geografici italiani.

Vincenzo Lavenia e Diego Perdini a cura di
Giustizia ecclesiastica e società nelle Marche in età moderna
Atti del convegno, Jesi 9 giugno 2017

La giornata di studio “Giustizia Ecclesiastica e società nelle Marche in età moderna” proposta a Jesi nel giugno 2017 dall’Archivio di Stato di Ancona in collaborazione con la locale Diocesi, come i relativi atti che presentiamo, possono definirsi un nuovo passo del percorso di ricerca e comparazione che l’Istituto ha da tempo intrapreso in tema di criminalità, giustizia e correlati fondi archivistici, riservando particolare attenzione alle documentazioni conservate sia ad Ancona sia in altre realtà del territorio provinciale e regionale.

Floriano Grimaldi
Giuseppe Antonio Vogel. Prete e “antiquario” dall’Alsazia alla Marca

Vogel, prete refrattario emigrato nelle Marche, ha dato un impulso agli studi di antiquaria e al riordino dei fondi librari e archivistici di comuni e famiglie nobili della Marca.

Elena Pisuttu
La mia patria è il mondo
Storia di una donna libera: vita, pensiero e poetica di Joyce Lussu

Questo lavoro rende omaggio a Joyce Lussu, una figura qualificatasi per l’impegno politico, culturale e sociale, responsabilmente presente e attiva nella Storia attraverso le sue idee forti che compaiono in attività sparse e poliedriche e si avvicendano in molti contesti avvalendosi sempre di adeguati mezzi espressivi.
Il proposito di questa ricerca è quello di creare un testo monografico con un approccio critico alla vita e alle opere di questa figura, protagonista di momenti rilevanti della storia contemporanea, nelle cui attività trovano precisa espressione, scandite da momenti ed episodi significativi, vicende ed esperienze del ‘secolo breve’. Si è cercato di raccontare, ricostruendo la formazione intellettuale e politica, un percorso biografico di Joyce Lussu tra vita pubblica e vita privata.

Giovanni Martinelli
Cento storie nostre 2

Le storie di questa terra non sono certo cento, ma un numero infinito. Perché la storia del Fermano è una storia intensa, all’interno della quale si muovono mille storie, quelle dei suoi comuni, quelle della sua gente, quelle dei personaggi che contribuirono a illustrarla.

Carlo Verducci (a cura di)
Franco Matacotta
poeta dell'impegno civile e politico

Franco Matacotta attraversa gli anni centrali e cruciali del secolo ventesimo: la guerra, l’impegno politico tra speranze e delusioni, le lotte contadine, le veloci trasformazioni socio-economiche generate dal rapido sviluppo industriale.

Marco Moroni
Recanati in età medievale

Benché elevata al rango di città e di sede vescovile fin dal 1240, Recanati è ancora prigioniera del mito in cui l’ha rinchiusa una distorta interpretazione della poesia leopardiana.
Il libro di Marco Moroni tenta di smontare lo stereotipo del “borgo selvaggio” ripercorrendo la storia della città dalle origini, intorno al Mille, fino a tutto il Quattrocento.

Olimpia Gobbi
Emancipazione delle donne nelle Marche del Sud
Lavoratrici, monache e migranti fra Settecento e primo Novecento

Come è cambiata la condizione femminile nelle Marche? Attraverso percorsi complessi e originali. Perché l’emancipazione delle donne avviene in modo diverso da nazione a nazione, da regione a regione, da luogo a luogo.

Pietro Molini - Paolo Peretti
Cantanti verdiani marchigiani dell'800

È il volume II della «Trilogia verdiana marchigiana».

Pietro Molini - Paolo Peretti
Verdi e le Marche
una ricerca piena di sorprese


È il volume I della «Trilogia Verdiana Marchigiana».

a cura di Laura Strappa
Gli Alberi della Memoria. Il Parco della Rimembranza di Fermo

Questo libro è stato concepito a scuola. Nell’anno scolastico 2013-2014 gli studenti della classe II D avevano espresso il desiderio di “fare qualcosa di utile per la città”.

Giovanni Martinelli
Cento storie nostre

Esistono molti modi per far conoscere e amare la propria storia, sollecitando quel senso di appartenenza che ognuno di noi dovrebbe nutrire.
Ho sempre creduto, convinto di non essere uno storico ma un modesto divulgatore, che fra questi “molti modi” quello del racconto capace di suscitare curiosità è uno dei più efficaci.

Aurelio Manzi - Germano Vitelli
coordinatore Vermiglio Ricci

Giardini d'aranci sull'Adritico.
L'agrumicoltura nelle Marche: aspetti colturali e artistici

Una decina di anni fa ci siamo ritrovati insieme al botanico, allo storico dell’arte, all’architetto e allo storico ad affrontare una stimolante avventura: individuare i segni ancora leggibili della tradizione agrumicola picena dal secolo XIV ai giorni nostri.
Il territorio esaminato si estende lungo la fascia costiera da Porto San Giorgio a San Benedetto del Tronto, comprensorio un tempo ricadente nell’antico Comitato di Fermo, e lungo le limitrofe località medio-collinari e collinari sino a 500 metri di altitudine sul livello del mare.

Filippo Andrenacci
Il Messale de Firmonibus e la pagina miniata della Cavalcata

I cittadini fermani conoscono la pagina miniata che si trova sul retro del foglio 296 del Messale de Firmonibus, perché in essa è raffigurata un’antica tradizione della città: lo storico corteo, chiamato Cavalcata, che si effettuava la sera della vigilia della festa in onore dell’Assunta.

Marco Moroni
Castelfidardo da castello a città

Divenuta dopo la battaglia del 18 settembre 1860 uno dei luoghi simbolo dell’unità nazionale, Castelfidardo è stata elevata a città nel 1988 per i meriti acquisiti nello sviluppo economico dell’Italia postunitaria...

Giovanni Martinelli
Altri 100 illustri
Personaggi del Fermano

«Cento fra tanti. Senza alcuna pretesa di considerarli i maggiori o i soli. Magari soltanto i “primi cento” di un lungo elenco che, mi auguro, avrà altre tappe». Chiudevo così la presentazione del libro dei “primi” 100 Illustri del Fermano.
Così riapro questa edizione. Cento ancora, sempre fra tanti.

Francesco Pirani
Medievalismi nelle Marche
Percorsi storiografici dall'età moderna al Novecento

"Medievalismo" è il termine con cui si designa ogni forma di rappresentazione, di ricezione e di uso del medioevo dopo la fine di quel periodo storico. Il libro costituisce un avvincente viaggio alla scoperta di opere, personaggi e correnti che, dal Quattrocento al Novecento, hanno rivolto il loro interesse sia scientifico sia politico ai secoli di mezzo.
a cura di Ugo Gironacci
Gazzetta della Marca
primo settimanale d’informazione regionale
nelle Marche pontificie d’
ancien régime

La «Gazzetta della Marca» veniva stampata a Macerata da Antonio Cortesi e Bartolommeo Capitani che, oltre a essere tipografi, editavano libri e possedevano una fornita libreria.
Edita dall’aprile 1785 al giugno 1788, la Gazzetta era venduta in abbonamento da sottoscriversi per posta o presso gli incaricati dislocati in varie località delle Marche.

Chiara Donati
Un eccidio nazifascista nelle Marche.
Montalto, 22 marzo 1944

Nel contesto della «guerra totale», secondo la definizione data dalla storiografia alla Seconda guerra mondiale, si è verificato uno dei più cruenti e tragici episodi di violenza che contrassegnarono la regione marchigiana nel corso dei duri mesi di lotta e d’occupazione. Il libro ricostruisce l’eccidio di Montalto, una tragedia che ha segnato la comunità di Tolentino, che il 22 marzo 1944 perse la sua «meglio gioventù».

Giulio Rufo Clerici
Il caso Corsi e la criminalità politica nello Stato pontificio

1848: comportamenti intimidatori, atti vandalici e aggressioni cruente persorsero le Romagne, il Lazio, l'Umbria e le Marche.
Don Michele Corsi venne trovato davanti alla sua abitazione, trafitto da 7 coltellate, il 28 febbraio 1849.
La gente commentava gli avvenimenti e discuteva di politica all'aperto, a teatro, nei circoli e nei bar. Ma la notte risuonava di vetri frantumati, di grida ostili e di passi frettolosi.

Giacomo Maranesi
La chiesa di San Pietro a Fermo e il polittico disperso

Un recente restauro, svoltosi tra il giugno e il settembre 2010, ha fatto tornare a nuova vita il portale della chiesa di San Pietro in Penna (dal lat. pinna, roccia, rupe) a Fermo. Questo testo di Giacomo Maranesi, laureato in Teoria e Tecnica della Conservazione dei Beni Culturali presso l’Accademia delle Belle Arti di Macerata, ha il merito di riaccendere i riflettori sull’intero edificio (il cui ingresso è sito in via Lattanzio Firmiano), che costituisce un vero e proprio «scrigno d’arte» da riscoprire.

Wolfgang Hagemann
Studi e documenti per la storia del Fermano nell'età degli Svevi (secoli XII-XIII)
a cura di Francesco Pirani

Michele Catalani
De Ecclesia Firmana
I vescovi e gli arcivescovi della Chiesa fermana
Commentario - secc. III-XVIII
traduzione, introduzione e note Emilio Tassi



Francesco Pirani
Tiranni e città nello Stato della Chiesa
Informatio super statu provincie Marchie Anconitane (1341)

Giugno 1341; un legato papale percorre in lungo e in largo la Marca di Ancona per comporre una relazione sulle sue condizioni politiche…
a cura di Massimo Temperini

La Cavalcata dell’Assunta e la città di Fermo
storia - arte - ritualità - araldica

La pubblicazione ha un contenuto prevalentemente storico-artistico. Non parlerà del primato di antichità della rievocazione fermana, per altro attestato da documenti che si propongono in appendice, ma dell’unicità e originalità di un momento storico al quale con orgoglio e con fedeltà essa si richiama.

Filippo Andrenacci

La Festa di Santa Maria a Fermo
dal medioevo ai giorni nostri

Non è facile descrivere la festa dell’Assunta perché l’evento si è svolto per molti secoli, dal medioevo fino ai nostri giorni...

Giovanni Martinelli
100 illustri
Personaggi del Fermano

Cento. Cento fra tanti, scelti per aprire un piccolo varco nella memoria storica locale. Cento «medaglioni» nel ricordo di figure che, ognuna nel suo specifico, hanno contribuito a far crescere questo territorio.

Atlante storico del territorio fermano
con testi di Lucia Medei, Stefano Papetti, Luigi Rossi
tavole storiche di Tommaso Fattenotte

L’Atlante storico del territorio fermano si connota come una pubblicazione fondamentale per tracciare un profilo culturale e sociale di un territorio dinamico, dalla straordinaria operosità della propria forza lavoro, ricco di eccellenze imprenditoriali e di talenti che, con la nostra azione, cerchiamo quotidianamente di valorizzare.

Paolo Bartolomei - Bruno Ficcadenti
La provincia di Fermo
dalla soppressione alla ricostituzione (1860-2009)

È l’unica pubblicazione che, grazie a una scrupolosa ricerca delle fonti dell’epoca, descrive in maniera molto dettagliata tutti gli avvenimenti politici e di cronaca relativi alla cancellazione della provincia di Fermo, nel 1860 a opera del penultimo governo Cavour, fino al 1876, quando fu fatto l’ultimo concreto tentativo parlamentare per riportare a Fermo il capoluogo.

Maura Iacopini
Bagliori di pace in tempo di guerra.
Fermo 1944-1946

È un libro diverso da tanti altri scritti sulla guerra. Un libro nel quale a narrare la Storia sono tante storie, storie di testimoni di un’epoca drammatica, di un suolo italiano e di una terra fermana duramente provati…

Giulio Rufo Clerici
Processare l’immoralità.
Reati contro la religione e il buon costume nello Stato Pontificio.
Fermo 1830-1860

Il periodo dal 1830 al 1860 è denso di avvenimenti. Sono gli anni del Risorgimento, di cui abbiamo, ormai, un’immagine consolidata. Il Risorgimento, tuttavia, ha anche altri protagonisti, uomini e luoghi importanti forse solo per un episodio, o per un gesto.

Lucio Tomei et alia
Giochi tornei e sport
dal Medioevo all’età contemporanea

L’idea di organizzare un convegno che si occupasse della storia degli archivi e dello sport scaturì da una riunione del Consiglio Direttivo Regionale dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana Sezione Marche; infatti si desiderava trovare un tema nuovo da analizzare e proporre: la realtà cambia e così è giusto rivolgere l’attenzione e l’interesse verso quegli archivi di più recente formazione.

Delio Pacini
Mogliano e i «Da Mogliano nella storia».
Dalle origini al secolo XVI

La storia di Fermo, infatti, costituisce lo sfondo in cui si collocano le vicende di Mogliano, il più ragguardevole degli oltre cinquanta castelli soggetti alla giurisdizione fermana, ed in cui si distinguono alcuni dei signori da Mogliano, come Fildesmido, l’esponente più in vista della classe signorile marchigiana nella prima metà del secolo XIII, e Gentile il Grande, signore di Fermo per un decennio negli anni mediani del secolo XIV.

Delio Pacini
Per la storia medievale di Fermo e del suo territorio.
Diocesi Ducato Contea Marca
(secoli VI-XIII)

I lavori qui riuniti, infatti, come appare dal titolo del volume, cercano in particolare di far luce su insediamenti, istituzioni e vicende riguardanti il territorio soggetto alla città di Fermo, centro d’importanza amministrativa e culturale nel medioevo nonché sede di antica diocesi, di ducato longobardo, di contea e di marca.